Valle Onsernone und seine berühmten Schriftsteller/Künstler/D/I


 

Mein Video zu diesem Thema ist auf Deutsch.

VALLE ONSERNONE E I SUOI FAMOSI SCRITTORI/ARTISTI/in italiano e Deutsch and ENGLISH

Recentemente abbiamo fatto un’ escursione in Valle Onsernone e più precisamente fino a Loco per visitare, sia il museo come anche il mulino dove si macina tuttora il mais. A me piace particolarmente questa valle stretta, selvaggia e ripida, però pieno di storia, vigneti, castagni, e belle ed interessanti case tranquilità.

Questo villaggio è già stato conosciuto nel 16esimo secolo per la coltivazione di segale e la lavorazione, da parte delle “treccaiole” delle trecce e dei cappelli di paglia che vennero esportate in Italia, Francia, Germania e Gli Stati Uniti..

A Russo il mercoledì e a Loco il martedì le trecciaole hanno venduto innanzitutto le treccie a grossisti, cappellai e anche a commercianti non ticinesi. I cappelli più soffisticati vennero poi venduti in tutte le principali città svizzere. I cappelli della Valle Onsernone hanno vinto premi nazionali e internazionali. Le trecce venivano cuccite a mano fino al 1878 quando fu introdotta la prima macchina da cucire.

Purtroppo, a suo tempo, il commercio divenne alquanto ostacolato dalle tariffe dazarie molto sfavorevoli ai cappellai onsernonesi.

E’ perfino documentato il tentato contrabbando di circa 10’000 cappelli da commercianti di Loco nel 1757. Tutta questa merce venne portato sulle spalle di 44 donne portatrici. Sembra che nel 1870 su 365 abitanti, 280 erano occupati. Questo settore occupazione è andato perso dopo la seconda guerra mondiale, ma oggi si parla di un impulso di rinascita nei laboratori artigianali.

xxx

Per secoli le merci furono trasportate a spalla, soprattutto dalle donne! Während Jahrhunderten wurden die Waren vor allem von den Frauen auf den Schultern getragen!/For centuries the women carries the goods and their shoulders!

Wir haben unlängst einen Ausflug ins Onsernonetal gemacht oder genauer nach Loco, um das Museum und die Mühle zu besuchen, wo noch immer Maiskörner gemahlen werden. Mir gefällt dieses enge, wilde und steile Tal, das voller Geschichte und Geschichten ist, sowie vor Rebbergen und Kastanien-bäumen strotzt und, wo es typische und interessante Häuser und, ganz besonders, auch Ruhe gibt,

Dieses Dorf war bereits im 16. Jahrhundert für den Anbau von Roggen und dessen Verarbeitung durch die “Tressemacherinnen” zu Tressen und Strohhüten bekannt, die nach Italien, Frankreich, Deutschland und USA exportiert wurden. In Russo verkauften die “Tressenmacherinnen” ihre Tressen am Mittwoch und in Loco am Dienstag , vor allem an Grossisten, Hutmacher und manchmal auch an nicht aus dem Tessin kommende Händler. Die aussergewöhnlichsten Hüte wurden in allen wichtigen Städten der Schweiz verkauft. Die Hüte aus dem Onsernonetal haben nationale und internationale Preise gewonnen. Die Tressen wurden bis zur Einführung der ersten Nähmaschine im Jahr 1878 von Hand genäht.

Leider wurde der Handel damals ziemlich durch die für die Hutmacher im Onsernonetal sehr ungünstigen Zolltariffen behindert.

Sogar der Schmuggel von circa 10’000 Hüten durch Händler in Loco im Jahr 1757 ist dokumentiert. Die ganze Ware wurde von 44 Frauen auf den Schultern getragen. Es scheint, dass im Jahr 1870 von 365 Einwohnern 280 arbeiteten.

Dieser Arbeitszweig ging nach dem 2. Weltkrieg verloren, aber man spricht heute von einem neuen Impuls in den Werkstätten für Handarbeit.

I WILL STEP BY STEP TRANSLATE THIS TEXT INTO ENGLISH

We have recently gone on an excursion to the Onsernone Valle/Ticino or more precisely to Loco in order to visit the museum and the mill, where maize grain is still ground. I very much like this narrow and savage valley full of history and stories and which is full of chestnut trees, vineyards and peace.

This village was already known in the 16th century for the cultivation of rye and its elaboration by the women, who made braids and straw hats. They were even capable to export their products to France, Italy, Germany and USA.

On Wednesdays the producers sold their products in Russo and in Loco on Tuesdays, mainly to wholesalers, hat makers and sometimes to merchants from outside Ticino. The hats from Ticino won national and international prices. The braids were made by hand until the introduction of the sewing machine in the year 1878.

Business of the hat makers in the Onsernone valley was unfortunately influenced in a rather negative way due to unfavourable customs tariffs.

Even the smuggling of approx.. hats by tradesmen in Loco in the year 1757 has been documented. The goods were carried on 44 women’s shoulders. It seems that in the year 1870 280 people out of 365 worked!! This sector got lost after the second world war, but today one speaks from a new stimulus in artist’s ateliers.

Foto

Una parte importante del museo viene dedicata allo scrittore, redattore e editore di origine tedesca, Alfred Andersch, chi ha vissuto a Berzona dal 1958 con la sua moglie Gisela.

Nella sua gioventù Alfred Andersch ha visto la libertà come utopia e come ideale da raggiungere. Egli ha avuto grandi conflitti con il suo padre, un ufficiale prussiano, mentre che Andersch, nel 193o venne „leader“ del partito comunista. Per via di questo egli è stato nel campo di concentramento a Dachau per un periodo di 6 mesi ed è stato confiscato nella „Wehrmacht“ dalla quale è sfuggito il 6 giugno 1944.

Dem Schriftsteller deutschen Ursprungs, Redaktor und Herausgeber von literarischen Zeitschriften, Alfred Andersch, der mit seiner Frau Gisela seit 1958 in Berzona lebte, wird ein wichtiger Teil der Ausstellung gewidmet.

In seiner Jugend erlebt Andersch die Freiheit als Utopie und anzustrebendes Ideal. Er hatte anscheinend grosse Konflikte mit seinem Vater, der ein preussischer Offizier war, während Andersch 1930 Führer der kommunistischen Partei wurde. Er war deshalb während 6 Monaten im Konzentrationslager Dachau und 1940 wurde er in die Wehrmacht eingezogen aus der er am 6.Juni 1944 flüchtete.

An important part of the museum is dedicated to the writer, publisher of literary magazins, Alfred Andersch, of German origins, who had lived in Berzona with his wife Gisela from 1958 and who had become major from that village in 1972.

In his youth, Alfred Andersch, saw freedom as an utopia and as a goal to reach! He had big conflicts with his father an pressian official, while Andersch became leader of the comunist party. For this reason he had become a prisoner of the concentration camp Dachau, where he had to stay for 6 months. He was then forced to join the “Wehrmacht” from where he escaped on the 6th June 1944.

Aggiungo qui un video nel quale ci viene spiegato molto bene il contenuto del “ LE CILIEGIA DELLA LIBERTA”.

 Ed ecco un piccolo estratto del libro:

Nella conca del versante opposto trovai un ciliegio selvatico carico di frutti mature di un rosso chiaro e vetroso. L’erba intorno all’albero era tenera e di un verde serale. Afferrai un ramo e mi misi a cogliere le ciliege. La conca era come una stanza: il rombo dei carri armati vi arrivava soltanto smorzato. Aspettino pure, pensai. C’è tempo. Il tempo è mio, fintanto che mangio queste ciliege. E battezzai le mie ciliege chiamandole ciliegie deserte, ciliegie da disertore, ciliegie selvatiche nel deserto della mia libertà. Ne mangiai un paio di manciate. Avevano un sapore fresco e acerbo.

Hier ist ein kleiner Auszug aus “KIRSCHEN DER FREIHEIT”

In der Mulde des jenseitigen Teilhangs fand ich einen wilden Kirschbaum, an dem die reifen Früchte glasig und hellrot hingen. Das Gras rings um den Baum war sanft und abendlich grün. Ich griff an einen Zweig und begann von den Kirschen zu Pflücken. Die Mulde war wie ein Zimmer, das Rollen der Panzer klang nur gedämpft herein. Sie sollen warten, dachte ich, ich habe Zeit. Mir gehört die Zeit, solange ich diese Kirschen esse. Ich taufte meine Kirschen :ciliege deserte, die verlassenen Kirschen, die Desserteurs-Kirschen, die wilden Wüstenkirschen meiner Freiheit. Ich ass ein paar Hände voll. Sie schmeckten frisch und herb.

Aggiungo qui un video nel quale ci viene spiegato molto bene il contenuto del “ LE CILIEGIA DELLA LIBERTA”.

In “Zansibar ovvero l‘ultimo perché” rappresentano 5 persone una generazione oppure una filosofia di vita. Questi uomini, che si trovano a Rerik, in una città di porto sul Baltico, dimostrano in tempi precari – qui durante il nazionalsocialismo- che un comportamento solidale sarebbe/sarebbe stato possibile. Ho letto solo adesso questo impressionante libro che ha ancora oggi la sua validità!

In “SANSIBAR ODER DER LETZTE GRUND” stellen 5 Personen eine Generation oder eine Weltanschauung dar. Diese Menschen , die sich in Rerik, einer Hafenstadt an der Ostsee befinden, zeigen in Zeiten der Not – hier während des Nationalsozialismus – dass ein solidarisches Verhalten möglich wäre oder gewesen wäre. Ich habe dieses eindrucksvolle Buch, das auch heute noch seine Gültigkeit hat, erst jetzt gelesen.

In “Sansibar or the last reason” there are 5 characters who represent a generation or a world view. These people who are in Rerik, a seaport on the Baltic Sea, show in difficult times, here during the National Socialism, that an attitude of solidarity would be or would have been possible. I have only now read this absolutely impressive book!

Anche Max Frisch ha vissuto a Berzon. Nel suo libro „L’uomo nell’Olocene“ lo scrittore fa sperimentare il suo signor Geiser nella Valle Onernone una tempesta diluviale che provoca tanta paura. Egli ha anche scritto l’elogio funebre di Alfred Andersch. Anche lo scrittore e figlio di Thomas e Katia Mann, Golo Mann, ci ha avuto una casa.

 Max Frisch lebte übrigens auch in Berzona. In seinem Buch „Der Mensch erscheint im Holozän“ lässt er seinen Herrn Geiser im Onsernonetal ein sintflutartiges Gewitter erleben, das grosse Ängste auslöst.Der Schrifsteller schrieb übrigens auch den Nachruf von Alfred Andersch.

Even the famous Swiss writer Max Frisch lived in Berzona. In his book “The man in the holozen” he lets his main character, Mr. Geiser, bear torrential rain in the Onsernone Valley, which caused tremendous fears. By the way, the writer also wrote Alred Andersch’s obituary.

Auch Golo Mann, der Sohn von Thomas und Katia Mann hat dort ein Haus gehabt.. Ich füge hier den Link zu einem Artikel in ticin ARTE bei: http://www.ticinarte.ch/index.php/mann-golo.html

Even Golo Mann, the son of Thomas and Katia Mann had a house there. I am adding a link. (See here above)

Altri libri di artisti conosciuti della regione. Weiter Bücher von bekannten Künstlern der Region.

Altri libri di artisti conosciuti della regione. Weiter Bücher von bekannten Künstlern der Region.More books by writers from the region.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 replies »

  1. Salut Martina, je trouve que cette page est très bien faite, on dirait presque professionelle, mai beaucoup plus personnelle que quelque chose de commerciale. Cela donne envie d’en savoir davantage, de suivre toutes les traces que tu esquisses… J’apprécie! C’est beau!

    Like

  2. “Alfred Andersch, der mit seiner Frau Gisela seit 1958 in Berzona lebte, wo er 1972 Bürgermeister wurde”
    Andersch war nie Bürgermeister von Berzona.
    JR

    Like

    • La ringrazio molto per la sua osservazione. Naturalmente non mi sono inventata io questa costazione di sindaco, ma l’ho letto in un qualque documento. Cercherò senz’altro di verificare e eventualmente farò certamente le correzioni. Buona giornata e cordiali saluti. M.R.

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.